domenica 27 gennaio 2008

Il potere della parola

La parola è un potente signore che, pur dotato di corpo piccolissimo e invisibile compie le opere più divine. Essa può far cessare il timore, togliere il dolore, dare una gioia, accrescere la compassione. Chi la ascolta è invaso da un brivido, dal terrore, da una compassione che strappa le lacrime e da una struggente brama di dolore. Il fascino divino che suscita la parola è anche generatore di piacere e può liberare dal dolore. La forza dell'incantesimo, accompagnandosi all'opinione dell'anima, la seduce, persuade e trasforma per mezzo del suo incanto."

Questo diceva Aristotele nel suo trattato sull’arte retorica. Ma che cosa si intende con arte retorica? La retorica è definita come la facoltà di scoprire il possibile mezzo di persuasione riguardo a ciascun soggetto. La persuasione avviene quando gli ascoltatori siano condotti dal discorso a convincersi da sé stessi – grazie agli argomenti forniti – della fondatezza di un certo giudizio o di un particolare punto di vista. Per giungere a tale posizione può essere utile lo stimolo di un’emozione – amore, odio, gioia, dolore – e comunque l’ascoltatore deve poter riconoscere il vero, o ciò che appare tale, attraverso l’intervento dell’oratore-retore.

Si capisce quindi che l’arte di persuadere affonda le sue radici nel processo di comunicazione.
Attraverso questo processo una emittente invia un messaggio in un contesto attraverso un mezzo ad un ricevente, che è portato a rispondere con un feedback di qualche genere.

Parlare in pubblico in qualunque contesto ha, come primo scopo, quello di convincere. Anche quando lo scopo potrebbe sembrare essere quello di intrattenere, di divertire o di informare, in realtà staimo pur sempre convincendo i nostri ascoltatori della necessità-utilità di essere informati, intrattenuti o divertiti.

Gli argomenti di un intervento in pubblico variano a seconda del contesto: in una assemblea di condominio dovremo dimostrare ai nostri ascoltatori che dei lavori sono o non sono necessari, in una interrogazione o conferenza dovremo mostrarci invece preparati, in una riunione di lavoro lo scopo sarà far prevalere la nostra posizione, convincere della propria linea o del fatto che siamo la persona più adatta (o non adatta) a svolgere un determinato lavoro. L’arte di saper parlare agli altri è un mezzo utilissimo, che si applica a tutti gli ambiti della vita.

Chi parla in pubblico si deve sforzare di:

1.
Essere appropriato

2. Bilanciare gli obiettivi di comunicazione in conflitto

3. Adattarsi all’interlocutore

4. Riconoscere gli ostacoli (culturali, ambientali, personali, relazionali e di linguaggio) e superarli

5. Essere onesto, sincero e trasparente

6. Essere innovatore

7. Dimostrarsi competente ed esperto

8. Mostrare determinazione ed entusiasmo per l’argomento

9. Non smettere mai di incuriosirsi e di cercare nuove informazioni

10. Avere pazienza e tenacia

Deve anche dimostrarsi sufficientemente sicuro di se nell’esposizione, perché l’atteggiamento contrario, di paura, può bloccare. D’altro canto non deve neppure abbandonarsi alla supponenza: l’umiltà è un principio importantissimo, segno di vera competenza, di potere, e di conoscenza accurata della realtà. Inoltre un atteggiamento umile tende a creare simpatia nell’uditorio.

Scopo primario dell’oratore è di coinvolgere il pubblico, miscelando adeguatamente quattro ingredienti: intrattenere, divertire, informare e formare.

Si intrattiene il pubblico con metafore, aneddoti – storie –, argomenti che toccano i valori comuni come giustizia o libertà. Si diverte con battute, barzellette, azioni che servono a far scaricare la tensione e riportare la curva dell’attenzione ai giusti livelli. Si informa passando informazioni/sapere attraverso dati, anche con l’aiuto di slides o altri supporti multimediali. Si forma aiutando il nostro pubblico a passare dal sapere al saper fare, organizzando simulazioni ed esercizi (azione tipica del training).

E’ importante, durante la progettazione di un intervento, considerare quanto tempo dedicare alle singole attività: sarà la tipologia dei partecipanti e il tipo di riunione a suggerire una corretta distribuzione.

2 commenti:

Unknown ha detto...

Scrivo a 'caldo', senza aver avuto ancora il tempo di ripensare ai contenuti della lezione 1 ... :-(
Effettivamente mi è sembrato che le 3 ore del venerdì siano proprio volate: contesto piacevole, argomento interessante, pubblico attentissimo.
Unico appunto, se così si può chiamare: mi aspettavo una rapida illustrazione dell'intero corso e, soprattutto, una breve presentazione dei partecipanti (che forse avrebbe potuto contribuire a 'sbloccarci' un pò...).
Antonella

Giancarlo Polenghi ha detto...

Cara Antonella,
grazie mille per il commento e per l'utilissimo suggerimento. Vedremo, di recuperare nel prossimo incontro.
Giancarlo

 
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