domenica 10 febbraio 2008

Come cominciare

All’ inizio tutto è possibile: a metà le cose diventano possibili, alla fine tutto è necessario. Che cosa si intende dire con questa frase? Che fra tutte le parti del discorso, l’apertura è quella che stabilisce le possibilità ed i limiti dell’intervento stesso.


Il decollo serve per catturare l’attenzione, quindi conviene entrare immediatamente nel vivo, senza noiose introduzioni. L’attacco efficace è breve e incisivo. Può essere utile cominciare con una battuta spiritosa – ma solo se sappiamo farla – che aiuti a rendere l’uditorio un gruppo più coeso, oppure possiamo cominciare con una frase forte, ad effetto, che attiri l’interesse del pubblico. Si può anche partire con un esempio, o raccontando qualcosa che è capitato direttamente all’oratore. L’esperienza personale aiuta a presentarsi e a stabilire una relazione. Frasi come "L’altra sera, tornando a casa, ho notato una macchina rossa davanti al mio portone" afferrano subito l’attenzione dell’uditorio e lo tengono legato alla sedia, in attesa che la storia si sviluppi nella fase centrale del discorso, quella "di volo".

Con le prime dieci parole che pronunciamo ci si mette in gioco tutto. Sono quelle che danno il tono, ed anche le più difficili da pronunciare. Sono la chiave del discorso, e dovrebbero contenere una promessa, incuriosire, attrarre.. Per questo è bene che non siano banali, scontate. Per esempio non è necessario ringraziare l’uditorio – magari lo si fa dopo che abbiamo catturato la loro attenzione – per l’invito che abbiamo ricevuto. Vanno evitate ovvietà ed ogni forma di prevedibile “captatio benevolentia”: bisogna cercare un inizio che dimostri la forza del leader.

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