Il lavoro preparatorio
Il lavoro preparatorio è una fase delicata, che comprende una serie di attività utili alla stesura di un discorso ben fatto e alla successiva esposizione. La procedura può seguire questo schema:
· Raccolta delle informazioni
· Approfondimenti e domande
· Stesura di una lista di punti principali
· Ricerca di materiali utili all’esposizione
· Prima scrittura del discorso
L’informazione è alla base della capacità retorica, e della possibilità di costruire argomentazioni convincenti, senza informazioni a nostra disposizione, senza sapere il nostro discorso è vuoto. L’informazione deve essere completa, congruente e ben selezionata. Bisogna aver chiaro fin dall’inizio cosa si deve conoscere per poter parlare con proprietà di un certo argomento.
È importante farsi molte domande, cercare i perché delle cose che succedono. Risulta convincente e chiaro nel discorso chi mostra di aver capito i motivi delle azioni, chi è capace di fare previsioni fondate su considerazioni intelligenti e non superficiali.
Prima di iniziare a scrivere il proprio discorso, conviene scriver una lista dei punti principali che si vogliono affrontare. È meglio che il loro numero sia compreso fra due e cinque, ed ognuno di essi può essere espresso in più di una o due frasi. Affrontare più di cinque punti è sconsigliabile, perché l’intera discussione potrebbe diventare troppo dispersiva e si potrebbero perdere di vista le questioni fondamentali, ossia quelle che si vuole che la gente ricordi.
È più facile persuadere il pubblico se si parla sullo specifico anziché in generale. Conviene fare ricerche per trovare esempi specifici che illustreranno, con un forte impatto i vostri punti di vista. Le statistiche sono noiose se sfruttate troppo, ma sono uno strumento utilissimo quando ci sono da fare confronti e comparazioni. Le persone tendono a mantenere e ricordare le informazioni se queste sono nuove, rilevanti, e presentate attraverso paragoni e contrasti vividi.
Non conviene scrivere e modificare il discorso allo stesso tempo. La cosa migliore è buttare giù la prima stesura nel momento in cui si hanno le prime idee, senza preoccuparsi dell’ortografia, della punteggiatura, della grammatica o di come suonerà il discorso. Le modifiche al discorso e le sue rifiniture sono processi separati, che dovrebbero essere fatti dopo la prima scrittura. È molto importante strutturare il proprio discorso in maniera netta e logica, con un inizio, una parte centrale ed una conclusione.
Ci sono molti aspetti di preparazione del discorso che devono essere osservati.
La preparazione mentale è quella che comprende il rilassamento, la visualizzazione creativa, la congruenza verbale, paraverbale e non verbale, lo studio ed il miglioramento delle caratteristiche dell’esecuzione ed il loro ancoraggio, le riflessioni sullo spazio e sul focus visivo, la preparazione sul pubblico è quella che identifica l’uditorio in base a determinate caratteristiche di conoscenza (età, competenza, convinzioni e valori, desideri, modalità di convocazione edi partecipazione..) e di tipologia (partecipe, passivo, spontaneo, non spontaneo), la preparazione sull’ ambiente è quella che studia questioni più pratiche come luci, suoni, profumi e strumenti, e la preparazione della scaletta è infine quella che contiene le indicazioni su come tenere il discorso nel caso specifico (bisogna evitare sia di memorizzare ogni sillaba, sia di scrivere tutto: gli appunti non devono essere piatti, ma è un errore anche lasciarsi andare all’improvvisazione. E’ molto utile studiare in anticipo una serie di parole chiave da mettere in evidenza più volte nell’esposizione).
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