venerdì 22 febbraio 2008

Lo svolgimento

Se l’attacco può essere paragonato alla fase del decollo, lo svolgimento rappresenta la fase di volo in cui va esposta la tesi, sostenendola con esempi, citazioni, dati. I numeri sono importanti per dimostrare la validità delle idee.

Se qualcuno si distrae, un buon espediante è modificare il tono della voce: si può alzarlo, oppure parlare un po’ più lentamente, o fare una breve pausa. Tutto ciò che rompe l’uniformità del discorso aiuta a riprendere l’attenzione. Si può anche raccontare una battuta spiritosa, o una barzelletta, o un episodio buffo o drammatico: conviene tenerne qualcuno di scorta, e potranno tornare utili se la gente comincia a sbadigliare. Se lo fanno, vuol anche dire che è tempo di chiudere..

Quali sono i tratti fondamentali di una buona esposizione? In primo luogo la chiarezza: usare i termini in senso proprio.

Non bisogna adottare un registro troppo alto né troppo basso, e se si vuole ornare talvolta lo stile con termini esotici, che attraggono l’attenzione, farlo in maniera non artificiosa: deve riuscire naturale e sempre chiaro.

Lo stile va adeguato alla questione di cui si tratti, deve rispecchiare l’oratore, per renderlo credibile (un giovane non può parlare come parlerebbe un vecchio, e viceversa) ed infine deve adattarsi al tipo di coloritura emotiva che si vuole creare.

Quando si dice qualcosa di esagerato bisogna autocensurarsi in anticipo, per mostrare che si sa che si sta esagerando. (Dirò un’enormità: …).

Bisogna avere un certo ritmo e sforzarsi di mantenerlo per tutta la durata dell’intervento. Inoltre bisogna esporre con ordine le premesse del discorso, perché il resto diventi comprensibile, ed infine trarre le conclusioni in maniera chiara.

L’unico modo per apparire a proprio agio nel parlare è fare pratica. Questa è una attività che non si può delegare a nessun altro. Ci sono tecniche specifiche usate per fare pratica che non richiedono molto tempo. Una di queste tecniche è chiamata “bits”, e consiste nel fare pratica su un pezzo piuttosto corto, più e più volte, non ripetendolo parola per parola ma semplicemente enunciandolo a braccio. In questo modo si riduce il rischio di improvvisi vuoti mentali se ci fosse una qualche distrazione mentre l’oratore è sul palco.

Fatti conosciuti e noiosi raramente coinvolgono la gente. E’ essenziale imparare ad usare parole che evocano emozioni nella gente: questo avrà un impatto molto maggiore quando parli. Ci sono molte emozioni che si possono innescare nel pubblico semplicemente con la scelta delle parole: felicità, rabbia, tristezza, nostalgia sono solo alcuni esempi. Conoscere lo scopo per cui si è di fronte al gruppo aiuta a scegliere quale emozione suscitare. Quando lo scopo è conosciuto, scegliere le parole per ottenere la risposta emozionale desiderata è molto più facile. Bisogna scegliere quelle parole che significano qualcosa al per il pubblico.

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