Persuasione è un concetto che non attiene solo a "quello che diciamo". Questo è il livello verbale della comunicazione ovvero il contenuto del discorso.Per quanto possa essere importante, il contenuto del messaggio rischia di passare in maniera poco efficace, di perdere d'importanza, se non è accompagnato da una comunicazione non verbale congruente e in linea con quello che si dice. Il corpo, la gestualità, il tono di voce, le pause, lo sguardo, allineati e congruenti con il contenuto del discorso, lo rendono molto più efficace.
Ma qual è la regola della gestualità per una comunicazione efficace? L'unica regola è che non ci sono regole se non quella di essere congruenti con ciò che diciamo. È forse un messaggio efficace quello che lanciano molti politici o oratori che, dicendo quanto sono convinti di una decisione o un progetto, sono titubanti nella voce e sfuggenti con lo sguardo? Restiamo sulla politica come esempio: è abbastanza interessante notare nei vari telegiornali le cosiddette "reazioni a caldo" dei politici ad un evento particolare o a una dichiarazione importante di qualcuno: quasi tutti dicono la stessa cosa (livello verbale) ma, preferenze politiche a parte, quello che ci rimane più impresso è colui che ha comunicato "meglio" il suo messaggio con la voce, con lo sguardo e magari con un gesto. Bettino Craxi non era forse conosciuto per le pause che faceva ogni tanto? Lo scopo era attirare l'attenzione prima di un concetto importante. E Gianfranco Fini non è un ottimo oratore? (va sempre con lo sguardo da una parte all'altra della platea per non dimenticare nessuno degli ascoltatori).
Certo, è impossibile tenere l’attenzione di un pubblico per otto ore raccontando solo una marea di sciocchezza: per quanto si sia bravi nel raccontarle, per quanto si sia congruenti con il corpo e con la voce, sempre sciochezze restano e l'uditorio molto probabilmente si "ribellerà". Non si può prescindere dal contenuto. E' un gioco che può reggere, però, solo per poco tempo. Se mancano i contenuti, non c'è niente da rafforzare con la comunicazione non verbale!
Quando parliamo in pubblico, la parte del corpo più "a rischio figuraccia" sono le mani. Non sappiamo dove metterle; e ce le portiamo appresso come due appendici ingombranti, che non sappiamo dove mettere. In tasca? No, è maleducato. Dietro la schiena? No, potremmo apparire poco sinceri. Sotto le ascelle, con le braccia incrociate? Nemmeno: sembreremmo sulla difensiva. Le mani dovrebbero seguire il filo del discorso, sottolineandone i passaggi con la loro gestualità. Cosa che viene spontanea per i professionisti, ma che risulta difficilissima per i principianti. Ai quali si consiglia di tenere in mano una penna, oppure un paio di occhiali. Così, con le mani occupate, non hanno il problema di cosa farne.
Per fortuna, sembriamo più sicuri di quanto non siamo davvero. I piccoli errori, che ci sembrano enormi – una parola pronunciata male, un’incertezza, un colpo di tosse nervosa – non vengono nemmeno notati dagli altri. E se non si può nascondere un inciampo, conviene buttarla sul ridere. Con frasi come: "Lasciatemi riprovare, stavolta in italiano!" oppure: "La mia dentiera ha qualche problema!" La gente scoppierà a ridere, e il ghiaccio sarà rotto.
Altri consigli pratici per quello che riguarda la comunicazione non verbale:
•Mai parlare guardando in basso.
•Rispettare le pause: sono ciò che trasformano il discorso in una conversazione.
•Fermarsi di tanto in tanto, come per pensare, fa sembrare più sinceri
•Prima di cominciare a parlare è utile guardare negli occhi ciascuno dei tuoi ascoltatori. Ogni secondo che aspetterai renderà più forte il tuo incipit.
•Gli uomini e le donne acquistano “statura” attraverso il silenzio “strategico”, generando un clima di attesa per ciò che stanno per dire
•Sorridete e mettete passione nell'esposizione
•Non leggete, preparatevi prima e parlate a braccio
•Fissate lo sguardo, a turno, su tutto il pubblico presente in sala
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