giovedì 6 marzo 2008

La chiusura

Nell’atterraggio, ovvero la chiusura, bisogna riassumere il contenuto del discorso, e terminare con una frase strappa-applausi. Questa è la parte più delicata del discorso, insieme con il decollo, perché le ultime parole pronunciate sono quelle che si ricordano di più, e il successo del discorso si giudica innanzitutto dal calore dell’applauso. Che viene scatenato, in buona parte, dalle battute finali, che quindi vanno preparate in anticipo.

Se la prima impressione è quella che crea il giudizio, l’ultima impressione è quella che rimane e che lo rende immutabile.
Il motivo per cui è bene riassumere quanto si è detto prima è che serve ripetere la tesi portante. Cicerone scrisse che "L’inizio del discorso introduce l’argomento, la parte centrale lo sviluppa, la fine lo riassume". E si deve riassumere in modo brillante e veloce, senza annoiare. Chiudendo è utile appellarsi alle emozioni: l’onore, la speranza, l’amore e in certe occasioni la paura.

Per strappare gli applausi, un buon metodo è alzare la voce nell’ultima frase: la farà sembrare memorabile.
Anche Aristotele suggerisce di far sì che l’ascoltatore intravveda la fine del discorso, perché è come un atleta, che quando ha in vista l’arrivo si fa coraggio e continua a correre



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